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Enya e la questione tour

Sul sito della BBC qualche ora fa è stato pubblicato un articolo nel quale si riporta parte di un'intervista ad Enya dove si ritorna a parlare della questione tour (link diretto: Enya says tour would be 'very possible').
Cosa ha detto? Che quando nel 1988 divenne famosa, l'dea di riproporre i suoi brani sul palco "non sarebbe stata possibile"; ciò a causa della complessità degli arrangiamenti vocali, dove la sua voce è stratificata centinaia di volte.
Ora invece dice che è "molto, molto probabile" perché diversa la situazione: "Vediamo meravigliosi concerti". "Ci sono orchestre lì, cori lì, quindi è un momento diverso." Ma ha anche aggiunto: "Non so se questa è una cosa che vorrei fare."
Nello spiegare le ragioni del rifiuto ad esibirsi sul palco - oltre alle note problematiche nel riprodurre live i suoi brani - la cantante irlandese chiama in causa la casa discografica ed il contratto; quest'ultimo stabilisce che il lasso di tempo tra un album e l'altro è di due-tre anni: "Ecco, questo è il motivo per cui ho finito per non andare in tour. Il successo di Watermark li colse di sorpresa (si riferisce ai dirigenti Warner), come me. Erano preoccupati che se fossi andata in tour e poi avuto tre anni per lavorare sul prossimo album, sarebbe stato troppo il gap."
La stessa ha ammesso che se fosse diventata famosa in questo decennio "il centro dell'interesse sarebbe stato andare in tour". "Un sacco di artisti ora sono in tour perché le vendite non sono quello che erano nel 1988."
A chiusura dell'articolo si dice che entro la fine dell'anno Enya esibirà parte del materiale tratto dal nuovo album in uno show televisivo statunitense "perché insistono" (il riferimento è rivolto sempre ai dirigenti della Warner).

N.B. L'intervista completa verrà rilasciata nelle prossime settimane.

Fonte: BBC.com

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